CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1970 – PRIMA FASE: LE PARTITE DEL 6 GIUGNO

Si conclude in questo modo il primo turno di gare dal quale emerge la difficoltà delle nazionali del Vecchio Continente ad

abituarsi alle particolari condizioni climatiche imposte dall’altura. Emblematici sono i crolli nella ripresa di Bulgaria e Cecoslovacchia.

L’introduzione delle ammonizioni sembra limitare il gioco violento tranne qualche eccezione. Ne sanno qualche cosa gli

inglesi Newton, Cooper e, soprattutto, Lee, colpiti duramente dal terzino rumeno Mocanu durante la partita Inghilterra-

Romania disputata due giorni prima. È proprio Francis Lee a tracciare un profilo
deldifensore:

Sul fronte azzurro, l’opaca prova con la Svezia pone dei coesiti. I riveriani caldeggiano l’impiego a tempo pieno del

numero 10 di Alessandria per accendere la luce, in barba alle paure del tecnico Valcareggi legate alla scarsa tenuta

fisica del milanista. Comunque, non si sa quanto diplomaticamente, il “pallone d’oro” 1969 è ancora fuori a causa delle

sue precarie condizioni di salute e, contro l’Uruguay, nella partita del 6 giugno la staffetta è ancora rimandata.

288: Puebla (Estadio Cuauhtemoc) – sabato 6 giugno 1970 – ore 22,00

ITALIA – URUGUAY 0-0 (GIRONE B)

ITALIA: Albertosi (Cagliari) 23, Burgnich (Inter) 35, Facchetti (Inter) 48 (cap.), M. Bertini (Inter) 11, Rosato (Milan)

20, Cera (Cagliari) 4,
Domenghini (Cagliari) 24 (46′ Furino (Juventus) 1), A. Mazzola (Inter) 39, Boninsegna (Inter) 3, De Sisti

(Fiorentina) 14, Riva (Cagliari) 18. C.T.: F. Valcareggi.

URUGUAY: Mazurkiewicz, Ubiña (cap.), Mujica, Montero-Castillo, Ancheta, Matosas, Cubilla, Cortes, Esparrago, Maneiro,

Bareño (70′ Zubia). C.T.: E. Hohberg.

TERNA ARBITRALE: Glöckner (Germania Est); g.l.: Tschenscher (Germania Ovest), Horvat (Jugoslavia).

SPETTATORI: 30.000.

Nel caldo messicano, nonostante la stagione invernale, l’Italia non riesce a scardinare il muro eretto

dal coriaceo Uruguay. Tutto sommato il pareggio è un risultato utile ad entrambe, ma il gioco manca!

Città del Messico (Estadio Aztéca) – sabato 6 giugno 1970 – ore 22.00

UNIONE SOVIETICA – BELGIO 4-1 (GIRONE A, 2a GIORNATA)

RETI: 14’ Bischovets, 57’ Asatiani, 63’ Bischovets, 78’ Khmelnitski, 86’ Lambert (BE).


UNIONE SOVIETICA: Kavasashvili, Kaplichni (35 Lovchev), Afonin; Shesterniev (cap.), Asatiani, Muntian; Dzodzuashvili (73

Kiselev), Bishovets, Evriuzhikan, Khurtisilava, Khmelnitski. C.T.: G. Katchalin.

BELGIO: Piot, Heylens, Thissen; Dewalque, Dockx, Semmeling; van Moer, Jeck, van Himst (cap.), Lambert, Puis. C.T.: R.

Goethals.

TERNA ARBITRALE: Scheurer (Svizzera); g.l.: Davidson (Scozia), Landauer (Stati Uniti).

SPETTATORI: 59.000

Guadalajara (Estadio Jalisco) – sabato 6 giugno 1970 – ore 22.00

ROMANIA – CECOSLOVACCHIA 2-1 (GIRONE C, 2a GIORNATA)

RETI: (CE), 53’ Neagu, 76’ Dumitrache rig.

ROMANIA: Adamache, Satmareanu, Lupescu; Dinu, Mocanu, Dumitru (82 Ghergheli); Nunweiller, Dembrovschi, Neagu, Dumitrache,

Lucescu (cap. – 70 G.Tataru). C.T.: A. Nicolescu.

CECOSLOVACCHIA: Vencel, Dobiáš, Migas; Horváth (cap.), Zlocha, Kvašnák; Kuna, B.Veselý, Petráš, Jurkanin (46 Adamec), Jokl

(67 F.Veselý). C.T.: P. Marko.

TERNA ARBITRALE: de Leo (Messico); g.l.: Loraux (Belgio), Emsberger (Ungheria).

SPETTATORI: 56.000.

León (Estadio Guanajuato) – sabato 6 giugno 1970 – ore 22.00

PERÙ – MAROCCO 3-0 (GIRONE D)

RETI: 65’ Cubillas, 68’ Challe, 75’ Cubillas

PERÙ: Rubiños, P.González, de la Torre; Chumpitaz (cap.), Fuentes, Mifflin (56 Cruzado); Challe, Sotil, León, Gallardo (76

Ramírez), Cubillas. C.T.: Didi.

MAROCCO: Kassou, Lamrani, Benkhrif (66 Fadili); Khanoussi (cap.), Slimani, Maaroufi; Bamous, El Filali, Said (81 Alaoui),

Ghazouani, Houmane. C.T.: P. Vidinic.

TERNA ARBITRALE: Bachramov (Unione Sovietica); g.l.: Sbardella (Italia), Maruyama (Giappone).

Sugli altri campi si registra l’imponente vittoria dell’U.R.S.S. sul Belgio. L’esito del girone A

riguarda indirettamente anche la nazionale azzurra, la quale, in caso di qualificazione, deve incrociare una delle due

vincenti di questo girone, e la Russia vista qui, fa davvero paura ad un’Italia che sembra spenta.

Nel girone C la Romania rimane in corsa a spese della Cecoslovacchia, compagine incapace di rinverdire i fasti della

selezione giunta a
contendere il titolo mondiale al grande Brasile di Garrincha e Pelè, solo otto anni prima.

Intanto il Perù allenato da Didì ipoteca l’accesso ai quarti battendo il Marocco. Nonostante il largo divario finale, va

sottolineata la buona prova degli africani, resistiti più di un’ora agli attacchi di Cubillas e compagni. La nazionale

andina, però, mette in vetrina un gioco spettacolare, ad immagine e somiglianza del proprio tecnico, uno dei più forti

centrocampisti della storia del calcio. La federazione messicana, alla ricerca di personaggi in grado di far fare un

ulteriore salto di qualità all’intero movimento calcistico nazionale, gli offre la carica di direttore di un centro di

allenamento per la rappresentativa giovanile. Tale proposta arriva alla luce della scadenza del contratto, a fine

Mondiale, che lega Didì alla nazionale peruviana. Didì, come si è appurato, ha rifiutato proprio in questi giorni

un’offerta proveniente dagli spagnoli del Celta Vigo.

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