LO SCONTRO RIVERA-MANDELLI E L’ARRIVO DI ROCCO!

Giunti in terra messicana, un’altra grana si profila all’orizzonte per gli azzurri: da un anno Sandro Mazzola ha deciso di trasformarsi in mezz’ala, arretrando il proprio raggio d’azione. Da un lato questa scelta fa gioco a Valcareggi il quale può disporre di un giocatore forte fisicamente da schierare alle spalle delle due punte e, in assenza d’ossigeno, la prestanza fisica può costituire un vantaggio. Considerando inammovibili Mario Bertini, mediano infaticabile col vizio del gol,Angelo Domenghini, unica vera ala destra del panorama italiano e Giancarlo De Sisti, autentico cervello di centrocampo. Tutto questo diventa palese nella prima partitella di allenamento che vede Rivera schierato tra le riserve. Già adirato per l’esclusione di Lodetti, interpretata come un affronto personale, il giorno successivo, ai bordi della piscina dell’albergo “Parco dei Principi” di Città del Messico, quartiere generale azzurro, Rivera, presenti i cronisti, Eveno
Visioli del “Corriere d’Informazione” e Lino Cascioli di “Tuttosport”, dà immediatamente fuoco alle polveri.

Trasparente il riferimento al mai nominato Presidente Federale Walter Mandelli, divenuto ufficialmente il suo “nemico”:

(prorio Mandelli è solito condurle quotidianamente, salvo poi dar la parola al Ct per
le questioni tecniche, ndr),

Anche se poi (molti anni dopo) negherà, Gianni Rivera si appresta a quel punto a tornare a casa, magari per anticipare la prevedibile squalifica che i dirigenti della spedizione azzurra potrebbero infliggergli a seguito delle sue dichiarazioni. Il suo allenatore di club, Nereo Rocco, deve salire urgentemente sul primo aereo in partenza verso il Messico per scongiurare il peggio:

lo ammonisce in triestino e lui segue il consiglio.

Qualche anno fa, in una intervista, l’onorevole Rivera rievoca così l’accaduto:

Solo il reale pericolo di una “fuga”, tuttavia, può avere spinto il tecnico rossonero a volare urgentemente in America. Con Rocco nel ritiro azzurro arriva Artemio Franchi, il grande tessitore, il quale, ancora una volta, conferma le proprie doti di politico di razza. Riunisce i giocatori e parla
loro direttamente, intrecciando un positivo dialogo diretto. In separata sede, si spiega con Mandelli, con Valcareggi e con Rivera. Indi convoca i cronisti e davanti a loro parlano Rivera, peraltro senza chiedere scusa, e Mandelli, che fa sfoggio di innocua diplomazia. Il “caso”, conclude Franchi con disinvoltura,
è chiuso con piena soddisfazione di tutti: non ci saranno provvedimenti punitivi, il gruppo marcia unito verso il debutto.

In realtà si comprende che non è possibile rinunciare a Gianni Rivera, il miglior giocatore d’Europa, il genio, l’uomo che con una sola giocata è capace di risolvere una partita. Escluderlo del tutto sarebbe un delitto, specialmente nel caso in cui la spedizione si concluda in un colossale fallimento!

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