VERSO MESSICO ’70

Mentre in Europa le società sono impegnate nell’affrontare i soliti tornei post-season, utili per rimpinguare le casse, in Messico tutto è pronto per l’inizio della IX edizione dei campionati del mondo di calcio che vedrà protagoniste le migliori 16 delle 75 squadre iscritte alle fasi di qualificazione.

Molte nazioni con una robusta esperienza quali Portogallo, Ungheria, Francia, Spagna e persino Argentina sono rimaste escluse, mentre altre come Perù, Israele e Marocco, la prima africana a qualificarsi dopo la fine dell’era coloniale, esordiscono nella massima competizione calcistica internazionale.

Il campionato mondiale di calcio è sempre di più un fenomeno mediatico e, per venire incontro alle esigenze delle TV, soprattutto quelle europee, già in questo 1970 il principale canale di diffusione del football, alcune partite sono programmate per l’ora di mezzogiorno locale. La decisione scatena la protesta di diversi dirigenti, giocatori e allenatori a causa del caldo intenso in Messico a quest’ora.

Confermata la formula delle edizioni precedenti, l’edizione 1970 passa alla storia per molte novità: per la prima volta in una competizione ufficiale vengono introdotti i cartellini gialli e rossi, per distinguere la gravità dei falli, i numeri di maglia personali e soprattutto le sostituzioni. Quest’ultima innovazione, in realtà già applicata nei gironi di qualificazione, fa gioco al calcio italiano che si appresta a vivere una delle vicende più controverse della sua storia ultra-centenaria, aumentando notevolmente le polemiche che accompagneranno l’intera spedizione azzurra a partire dalle convocazioni.

Per il Messico, invece, si tratta di un’altra occasione di porsi al centro dell’attenzione internazionale, a meno di due anni dall’organizzazione dei XIX Giochi Olimpici d’Olimpia.
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