IL PERIODO GRANATA

La società rosso-nera è presieduta da Andrea Rizzoli il quale ha l’abitudine di cambiare allenatore ogni due anni, quali che siano i risultati. Rocco sa bene questo e quindi, prima del termine della stagione si accorda col Torino. Rizzoli, però lascia il calcio, per il triestino ci sarebbe ancora posto sulla panchina dei Campioni d’Europa, ma lui è un uomo d’onore e la parola data va rispettata. Nel 1963 si trasferisce al Torino, società che sta tentando di ritornare agli antichi splendori. Qui trova un manipolo di validi giovanotti capitanati da Giorgio Ferrini,, triestino come lui e grande combattente. Il mediano diventa immediatamente il suo uomo di fiducia, uno di quelli da accogliere in casa sua, sulle colline di Trieste, il lunedì quando Rocco vi fa ritorno. Infatti il tecnico si è sempre sobbarcato lunghi viaggi in automobile per tornare dalla famiglia che vive nella città giuliana e in particolare

colei sulla quale il calciatore escluso dalla partita domenicale doveva far ricadere la colpa.

A Torino rimane quattro stagioni in cui lancia molti giovani talenti, dai rocciosi Rosato, Agroppi e Cereser al funambolico “Gigi” Meroni, di cui accetta anche le stravaganze, ma ottiene solamente un terzo posto in campionato ed una finale di Coppa Italia.

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