L’ESORDIO CON LA MAGLIA DELL’ALESSANDRIA

Sebbene non abbia ancora esordito in serie A, la fama del giovane Gianni varca i confini della provincia mandrogna ed i grandi club iniziano ad interessarsi a lui. La Juventus lo scarta: “troppo gracile!”, ma, come si suol dire, chiusa una porta, si apre un portone! A febbraio sostiene un provino per il Milan: questo è il responso:

Il presidente in questione è Andrea Rizzoli e la persona che lo prega di investire sul ragazzino è “Gipo” Viani, il miglior direttore sportivo dell’epoca. Rizzoli gli dà retta, sebbene sulle prime non sia convinto: 250 milioni per un quindicenne? Ma dove si è mai visto!

Rivera rimarrà nella sua Alessandria un paio d’anni per farsi le ossa e con i grigi esordisce nell’ultima giornata del campionato 1958-59. L’anno successivo trova maggior spazio e fa vedere tutto il suo repertorio di classe cristallina. Segna sei gol però insufficienti a salvare la sua squadra dalla retrocessione. Col numero 9 sulla maglia incanta anche i suoi futuri tifosi realizzando un gran gol a San Siro.

Nel 1960 a Roma ci sono le Olimpiadi e la nazionale (non quella maggiore che per regolamento non può prendere parte ai giochi) viene affidata a Viani il quale, naturalmente porta con sè il suo pupillo. Assieme a Mariolino Corso e Giacomino Bulgarelli arriva un confortante quarto posto, un gran risultato date le ultime magre figure fatte dalle nostre selezioni nazionali nelle varie competizioni alle quali ha partecipato.

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