Torneo Olimpico di calcio 1996: semifinali e finali

La Nigeria verso la favola

L'impresa di Paola Pezzo, regina della mountain bike, la favola della Nigeria oro nel calcio, il record di Michael Johnson re dell'Atletica e il rimpianto di Fiona May e della nazionale di volley chiudono le trentatreesime Olimpiadi dell'era moderna.

Intanto l'Italia che progetta il futuro deve guardarsi dai fantasmi del passato con l'assoluzione di Eric Priebke.

L’ultima settimana di luglio, quella che precede l’inizio delle tradizionali ferie d’agosto (ancora un must per milioni di lavoratori italiani) inizia in modo dolce, grazie alla pioggia di medaglie del weekend. Su tutti, naturalmente prevale l’impresa di Jury Chechi, non fosse per la storia che l’ha preceduta.

Accanto ai successi, nei TG trovano spazio i grandi temi del momento. Desta sensazione il mancato rientro in Italia di Giuseppe Cammisa, uomo che potrebbe rivelare particolari decisivi riguardanti l’assassinio del giornalista Mauro Rostagno avvenuto nel 1988. Fanno altresì discutere le dichiarazioni di Bettino Craxi in merito al diritto di critica nei confronti dell’operato dei giudici. L’ex Presidente del Consiglio sottolinea il numero crescente di errori giudiziari e l’operato spesso ai limiti della legalità di parte della magistratura: una cattiva gestione di cui dovrebbe iniziare a rispondere davanti al popolo.

Parole destinate a riaprire ferite quelle dell’uomo politico più in vista degli anni ottanta, mentre dall’altra parte del mondo la competizione prosegue.

L’Impresa di Paola Pezzo

Atlanta e gli Stati Uniti stanno cercando di lasciarsi alle spalle il trauma dell’attentato al Centennial Olympic Park, pur cercando di scoprirne autori e mandanti. I giochi intanto raccontano le proprie storie con discipline sempre nuove. È il caso della mountain-bike al suo esordio in una manifestazione a cinque cerchi.

In Italia è l’ora di cena quando al Georgia International Horse Park a Conyers prende il via la gara femminile di questa nuova forma del ciclismo. Trentun chilometri a quaranta gradi con un tasso d’umidità vicino al cento per cento aspettano le atlete, tra cui l’italiana Paola Pezzo. Classe 1969, da Bosco Chiesa Nuova in provincia di Verona, ha scoperto la bici dai copertoni spessi dopo essere stata una promessa dello sci. È stato amore a prima vista, tanto da aver conquistato già un titolo mondiale tre anni prima. Non è la grande favorita, ma sa di poter giocare le sue carte. Tuttavia la gara non parte nel migliore dei modi. Nel primo giro cade e successivamente accusa un problema meccanico che la costringe addirittura a percorrere la salita con la bici in spalla. Ripristinato il mezzo, abbassa la zip “avevo caldo cosa dovevo fare” dirà alla fine e parte indemoniata in una rimonta che ha dell’incredibile, per la gioia del popolo maschile mondiale. Ad una a una supera tutte le avversarie con una semplicità che appare disarmante. Le ultime due a cadere vittima della furia agonistica della bionda veronese sono la statunitense Susan Demattei e la canadese Alison Sydor, la favorita della vigilia. Arriva sola al traguardo. Ha il tempo di rialzare la zip, fare il segno della croce e dar sfogo alla gioia.

La stupenda vittoria di Paola Pezzo, décolleté compreso, è destinata a rimanere nella storia dello sport. La veronese, tra l’altro, darà grande seguito al trionfo americano anche negli anni a venire. Intanto, nella notte, il calcio torna protagonista con le semifinali.

Torneo Olimpico: Semifinali

Athens, Georgia – martedì 30 luglio 1996

Argentina – Portogallo 2-0 (XXIII Olimpiade, Semifinale)

Reti: 55′ e 61′ Crespo

Argentina: Cavallero, Ayala, Zanetti; Sensini, Chamot, Almeyda; Ortega, Morales (67′ G. Lopez), Crespo (78′ Gallardo), Bassedas(75’Simeone), C. Lopez.

Portogallo: Nuno Herlander, Rui Bento, Andrade (65′ Paulo Alves); Peixe, Rui Jorge, Beto (8′ Nuno Afonso); Afonso Martins (58′ Porfirio), Vidigal, Dominguez, Calado, Nuno Gomes.

Arbitro: Esfandiar Baharmast(USA)

Spettatori: 78.212.

Il decolté di Paola Pezzo, donna d’oro della mountain bike italiana, è l’immagine lieta di questo ultimo giorno di luglio. Giornata estiva in cui la politica sembra non voler andar in vacanza. Sui giornali ferve la polemica riguardante il famoso “compromesso storico” con cui negli anni settanta l’allora Presidente DC Aldo Moro voleva coinvolgere il Partito Comunista Enrico Berlinguer nell’attività di governo. Non più sterile opposizione, ma appoggio esterno. Ad accendere la polemica sono state le dichiarazioni dell’intellettuale Flores D’Arcais che ha reputato un errore la scelta dell’allora Segretario PC, parole contro le quali Eugenio Scalfari, Giulio Andreotti e Mancino hanno espresso la loro posizione.

Intanto in parlamento si vota l’ennesima fiducia al Governo Prodi. Questa volta l’Esecutivo si conta per approvare la manovra anti-deficit, necessaria per proseguire la strada verso la moneta unica. Il provvedimento passa, ma rimarrà agli annali il duro scontro tra Ulivo e Polo, con la Lega Nord terza protagonista – in negativo -, tanto da costringere il Presidente dell’Assemblea ad espellere il leghista Michele Bampo.

Negli USA, invece, proseguono le indagini per far luce sull’attentato al Centennial Olympic Park di Atlanta. I media cominciano a guardare con sospetto Richard Jewell: da eroe a possibile sospettato per una profilazione dell’FBI. Secondo gli investigatori paleserebbe un «dinamitardo solitario» quale responsabile dell’attentato.

Naturalmente l’opinione pubblica si spacca di fronte ai clamorosi sviluppi delle indagini.

Intanto dai campi di gara giunge una piccola delusione per i colori azzurri. Alla nazionale femminile di basket, vice campione d’Europa in carica, non riesce l’accesso alla zona medaglie. Ancora una volta l’Ucraina ha la meglio su Pollini e compagne. E nella vicina città di Athens va in scena la seconda semifinale del torneo olimpico tra Brasile e Nigeria.

Torneo Olimpico Semifinali

Athens, Georgia – mercoledì 31 luglio 1996

NIGERIA -BRASILE 4-3 d.t.s. (XXXIII Olimpiade, Semifinale)

RETI: 1′ Flavio Conceicao (BR), 20′ aut. Roberto Carlos, 28′ Bebeto (BR), 38′ Flavio Conceicao (BR), 78′ Ikpeba 78′, 90′ e 94′ Kanu

NIGERIA: Dosu, Babayaro C., Obaraku(82′ Oruma); Lawal, Uche, West; Okocha, Amunike (45′ Ikpeba), Kanu, Babangida (67′ Fatusi), Amokachi.

BRASILE: Dida, Ze Maria, Roberto Carlos; Aldair, Flavio Conceicao, Ronaldo Guira; Amaral, Ze Elias, Bebeto, Juninho (67′ Rivaldo), Ronaldo (85′ Savio).

ARBITRO: Jose Garcia-Aranda(Spagna)

SPETTATORI: 78,587

Verso la finale

Agosto si apre con i Giochi di Atlanta ormai entrati nella loro fase conclusiva. In Italia, però, l’attualità continua a reclamare spazio accanto alle imprese sportive. Un reportage pubblicato dall'<i’Espresso accende i riflettori sulle condizioni di vita dei detenuti mafiosi rinchiusi nel carcere di massima sicurezza dell’Asinara, mentre dall’Indonesia giungono notizie di scontri e tensioni dopo la repressione di una manifestazione a favore di Megawati Sukarnoputri.

Ad Atlanta, invece, è ancora l’atletica leggera a regalare emozioni. Il 1º agosto Michael Johnson firma una delle imprese più straordinarie dell’intera storia olimpica. Lo statunitense domina i 200 metri in 19″32, migliorando di ben trentaquattro centesimi il record del mondo stabilito da Pietro Mennea a Città del Messico nel 1979. Un risultato che lascia senza parole tecnici, avversari e pubblico.

A tener banco sui giornali italiani, tuttavia, non è soltanto lo sport. Polemiche e divisioni accompagnano infatti la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Erich Priebke. Si riaprono ferite mai del tutto rimarginate e torna il dibattito sulla memoria storica del Paese, tra accuse di revisionismo e richiami alla necessità di non dimenticare.

Intanto il torneo olimpico di calcio assegna la medaglia di bronzo. C’è curiosità per vedere la reazione del Brasile dopo la clamorosa eliminazione subita ad opera della Nigeria.

Torneo Olimpico: Finale 3º Posto

Athens, Georgia – venerdì 2 agosto 1996

BRASILE – PORTOGALLO 5-0 (XXXIII Olimpiade, finale 3º posto)

Reti: 4′ Ronaldo, 10′ Flavio Conceição, 46′, 53′ e 74′ Bebeto

Brasile: Dida, Zé Maria, Roberto Carlos; Aldair (80′ Narciso), Flavio Conceição, Ronaldo Guiaro; Amaral (84′ Marcelinho Paulista), Zé Elias, Bebeto, Juninho, Ronaldo (77′ Luizão).

Portogallo: Costinha, Peixe (56′ Rui Jorge), Capucho (46′ Afonso Martins); Rui Bento, Nuno Afonso, Vidigal; Calado, Kenedy, Dominguez, Dani, Paulo Alves (46′ Nuno Gomes).

Arbitro: Gamal Mahmoud El-Ghandour (Egitto)

Spettatori: 68.173.

La giornata regala all’Italia un’altra medaglia importante. Fiona May conquista l’argento nel salto in lungo al termine di una gara combattutissima. Per buona parte della competizione l’atleta azzurra accarezza persino il sogno dell’oro, ma deve infine arrendersi alla nigeriana Chioma Ajunwa. Rimane comunque una prestazione di altissimo livello.

In patria, intanto, la politica guarda già alle riforme istituzionali. Prende forma il progetto della Commissione Bicamerale per le riforme costituzionali, chiamata ad affrontare uno dei temi più dibattuti della seconda metà degli anni novanta.

Questo accade nella giornata che precede la chiusura del torneo di calcio. Di fronte Argentina e Nigeria, con in campo molti protagonisti della bella sfida di due anni prima ai mondiali USA.

Torneo Olimpico: Finale

Athens, Georgia – sabato 3 agosto 1996

NIGERIA – ARGENTINA 3-2 (XXXIII Olimpiade, Finale)

Reti: 3′ Claudio López (AR), 28′ Babayaro (NI), 50′ Crespo (AR) rig., 74′ Amokachi (NI), 90′ Amunike (NI)

Nigeria: Dosu, Obaraku (61′ Oruma), West; Okechukwu, Babayaro, Oliseh; Ikpeba (74′ Amunike), Okocha (59′ Lawal), Babangida, Kanu, Amokachi.

Argentina: Cavallero, Zanetti, Ayala; Sensini, Chamot, Bassedas; Almeyda, Ortega, Morales (58′ Simeone), Claudio López, Crespo.

Arbitro: Pierluigi Collina (Italia)

Spettatori: 86.100.

Mentre il torneo olimpico di calcio consegna agli archivi una delle sue edizioni più spettacolari, Atlanta si avvia verso la cerimonia conclusiva. Nei giorni finali arrivano ancora soddisfazioni per i colori azzurri, soprattutto dalla canoa, disciplina capace di regalare un’autentica pioggia di medaglie. Antonio Rossi, Daniele Scarpa e per le donne Josepha Idem sono i protagonisti principali di un autentico miracolo azzurro.

Le ultime emozioni arrivano però dal volley. Il 4 agosto la nazionale italiana maschile vede sfumare il sogno dell’oro olimpico al termine di una delle partite più drammatiche della propria storia. Dopo oltre due ore e mezza di battaglia è l’Olanda ad imporsi 17-16 al tie-break. Una sconfitta dolorosa, ma anche una finale destinata a entrare nella leggenda della pallavolo mondiale. Al gruppo di Julio Velasco rimane il rammarico dell’unico obiettivo mancato: la medaglia d’oro olimpica. Una sconfitta che nulla toglie a chi, partito dal nulla, ha messo in fila titoli europei, titoli mondiali, ben due e world league, facendo del volley italiano il punto di riferimento dell’intero movimento planetario.

Così si chiudono le Olimpiadi di Atlanta 1996. Giochi controversi, segnati dall’attentato al Centennial Olympic Park e da un’organizzazione spesso criticata, ma capaci comunque di regalare pagine memorabili. Dall’oro di Jury Chechi alla favola di Paola Pezzo, passando per il record impossibile di Michael Johnson e l’impresa della Nigeria, Atlanta lascia in eredità immagini e storie che il tempo non ha cancellato.

 

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